Esplorando il complesso del Tempio di Philae: Guida del visitatore, PlanetWare

Esplorando il complesso del Tempio di Philae: Guida per i visitatori Uno dei siti monumentali più importanti della Nubia, i templi di Philae, 12 chilometri a sud di Assuan, era un antico centro di pellegrinaggio.

Esplorando il complesso del Tempio di Philae: Guida del visitatore

Uno dei siti monumentali più importanti della Nubia, i Templi di Philae, 12 chilometri a sud di Assuan, è stato per secoli un antico centro di pellegrinaggio per il culto di Iside e ha abbagliato i viaggiatori con la sua potenza. Questo luogo sacro è stato venerato dall’epoca faraonica fino al periodo greco, romano e bizantino, con ogni sovrano aggiungendo il proprio timbro sulle pietre qui. Salvati da una tomba acquatica dal progetto di salvataggio dell’UNESCO, che ha trasferito i monumenti blocco per blocco dall’isola di Philae all’isola di Agilika, oggi, i templi continuano a lavorare il loro fascino su tutti coloro che visitano.

Primo pilone: L’ingresso del tempio

Il primo pilone conduce all’area principale del tempio. Le sue due torri e la porta centrale forniscono un grande ingresso alto 18 metri, decorato con rilievi di Nectanebo. Una porta nella torre occidentale con rilievi di Philometor, conduce direttamente alla Birth House. Davanti al pilone si trovavano originariamente due obelischi di granito eretti da Euergetes II e due leoni di granito. Adiacente alla torre orientale, un elegante portale con rilievi di Tolomeo II Filadelfo (sull’architrave) e dell’imperatore Tiberio (sugli stipiti). La porta, costruita da Filadelfio, originariamente sorgeva in un muro di mattoni.

Dont Miss: Sulla parte anteriore della torre orientale, un enorme rilievo raffigura Tolomeo XII Neos Dioniso che afferra una banda di nemici per i capelli e alzando la sua mazza per colpirli, con Iside, l’Horus di Edfu dalla testa di falco, e Hathor a sinistra. In alto, due rilievi di Neos Dioniso che presentano le corone dell’Alto e Basso Egitto a Horus e Nefti (a destra) e offrono incenso a Iside e Arpocrate (a sinistra).

Sul piazzale: Il cortile principale del tempio

Attraversando il portale centrale, sulla destra si trova l’iscrizione francese (“an 7 de la République”) che ricorda la campagna di Napoleone e l’inseguimento dei Mamelucchi da parte del generale Desaix nel 1799.

Su entrambi i lati del piazzale, vedrete strutture fronteggiate da colonnati. Il piccolo edificio ad est conteneva stanze per i sacerdoti, che servivano a scopi scientifici. Cercate le colonne vegetali nel suo vestibolo, che si distinguono per le loro eleganti proporzioni. Sul lato nord del vestibolo dell’edificio, una porta accede al passaggio interno intorno al tempio.

L’edificio sul lato occidentale del piazzale è la Birth House (mammisi), dedicata a Hathor-Isis in onore della nascita del figlio Horus. E’ circondata su tutti e quattro i lati da colonnati, le cui colonne hanno capitelli a fogliame sormontati da capitelli a sistrum. Le pareti, le colonne e gli schermi tra le colonne sono coperti di rilievi e iscrizioni, per lo più di Euergetes II, Neos Dionysos, Augustus e Tiberius.

Da non perdere: Nella Casa della Nascita, visitate i rilievi particolarmente interessanti dell’ultima camera, che ritraggono scene dell’infanzia di Horus, tra cui Horus come falco nelle paludi del Delta e Iside che allatta Horus nelle paludi.

Secondo pilone: Accesso al Tempio interno

Il Secondo pilone offre un ingresso regale al santuario interno del tempio con un magnifico portale largo 32 metri e alto 12 metri. I rilievi sul portale centrale sono di Euergetes II. Davanti al portale si trovano le fondamenta di una piccola cappella. All’interno del portale centrale (a destra, in alto) si trovano alcuni dipinti paleocristiani molto sbiaditi.

Da non perdere: Nella parte inferiore della porta è un rilievo di una grande figura di Neos Dionysos che dedica gli animali sacrificati a Horus e Hathor. In alto due piccoli rilievi. A destra, il re presenta una ghirlanda a Horus e Nefti e, a sinistra, offre incenso a Osiride, Iside e Horus mentre versa acqua sull’altare.

Vestibolo: Entrando nel tempio interno

Il Vestibolo a otto colonne è la prima stanza dell’area interna del tempio ed era originariamente separato dalla corte da schermi tra le colonne sul davanti. Cercate le croci copte e le iscrizioni greche incise sulle pareti che mostrano come il tempio fu trasformato in un luogo di culto cristiano durante la prima età bizantina sotto il vescovo copto Teodoro. Inoltre, guardate sopra la porta per l’iscrizione che commemora la spedizione archeologica inviata a Filae nel 1841 da Papa Gregorio XVI.

Da non perdere: Anche se i rilievi del Vestibolo sono rimasti incompiuti e sono ormai rovinosi, sono comunque molto interessanti. Sopra la porta nella parete sud, il rilievo superiore mostra Horus seduto su una panchina con Nefti e Iside che presenta le corone del Basso e Alto Egitto. Thoth (a sinistra) e Seshat, la dea della scrittura (a destra), scrivono il nome del re su un ramo di palma, mentre dietro Thoth c’è il dio dell’aria Shu, che regge una vela. I rilievi sottostanti raffigurano la tomba di Osiride ad Abaton, con il corpo di Osiride portato da un coccodrillo.

A sinistra della porta ci sono rilievi incompiuti che mostrano il re che concede la terra, mentre in alto ci sono tre linee in scrittura meroitica corsivo. Sulla parete destra (seconda fila in alto) si trova un famoso rilievo raffigurante la sorgente del Nilo: il dio del Nilo, con un serpente intrecciato intorno al suo corpo, versa acqua da due giare sotto una rupe rocciosa su cui sono appollaiati un avvoltoio e un falco. A destra di questo c’è l’anima di Osiride a forma di uccello all’interno del boschetto sacro, adorato da Hathor (a sinistra) e da Iside, Nefti, Horus e Amon (a destra).

Il Santuario: Casa di Iside

Dopo aver attraversato alcune anticamere fiancheggiate da stanze laterali scure, si arriva al Santuario, illuminato da due piccole finestre. Il basamento in granito (presentato da Euergetes I e da sua moglie Berenice) avrebbe ospitato il barcone sacro con l’immagine di Iside. A sinistra della prima anticamera si trova una piccola stanza con rilievi del re alla presenza di Iside. Sul lato ovest di questa stanza c’è una porta che conduce fuori dal tempio per arrivare alla Porta di Adriano.

Porta di Adriano

Situata all’interno dell’antico muro di cinta del tempio, a nord-ovest del Secondo Pilone, la piccola Porta di Adriano fu costruita sotto il regno dell’imperatore Adriano e decorata con rilievi di Adriano, Marco Aurelio e Lucio Vero. La porta che presumibilmente conduceva al Santuario di Abaton sulla vicina isola di Bigga, dove si trovava una tomba di Osiride e, di conseguenza, i rilievi si riferiscono al culto di Osiride.

Da non perdere: sull’architrave, Adriano è raffigurato mentre fa offerte a Osiride, Iside, Harsiesis e a Osiride, Nefti e Harendotes. Sullo stipite di sinistra si trova la sacra reliquia di Abydos, sullo stipite di destra, il pilastro djed di Osiride (l’emblema sacro di Busiride). All’interno della porta, sulla destra, Marco Aurelio è raffigurato alla presenza di Osiride e Iside, mentre in basso, Marco Aurelio fa offerte di cibo, tra cui uva, e fiori ad Iside.

Storia di Philae: Un luogo di pellegrinaggio attraverso i secoli

L’antico nome egiziano di Philae era Pilak, da cui derivavano il greco e il latino Philae. Durante l’era islamica, era conosciuta dalla popolazione locale come El-Oasr, il “Castello”, o come Geziret Anas el-Wogud, dopo l’eroe di uno dei racconti delle “Arabian Nights”, che tracciò la sua amata sull’isola, dove era stata rinchiusa dal padre.

Le più antiche costruzioni di templi superstiti risalgono all’epoca di Nectanebo I (circa 370 a.C.) e la divinità principale adorato era Iside, anche se Osiride, Nefti, Hathor e gli dei della cataratta Khnum e Satet erano anch’essi venerati. Gli imponenti edifici che si trovano oggi sono stati eretti dai Tolomei negli ultimi due secoli a.C. e dagli imperatori romani nei primi tre secoli dopo Cristo. Molte iscrizioni mostrano che i pellegrini accorrevano a Filae in epoca greca e romana per rendere omaggio alla misteriosa e benigna Iside, dea della guarigione.

Molto tempo dopo l’introduzione del cristianesimo, i Nubiani rimasero fedeli al culto di Iside, e fu solo al tempo di Giustiniano (527-565 d.C.) che i templi furono chiusi e alcune delle loro stanze convertite per essere utilizzate nel culto cristiano. Da allora fino all’avvento dell’Islam, una città copta fiorì sull’isola.

Fino alla costruzione della prima diga di Assuan, l’isola era uno dei luoghi più belli dell’Egitto e attirava ogni anno un gran numero di visitatori. Successivamente l’isola fu sommersa per la maggior parte dell’anno e i templi erano accessibili solo tra agosto e dicembre. La costruzione del progetto egiziano High Dam minacciava di inghiottirli per sempre, ma furono salvati da questo destino dalla grande operazione internazionale di salvataggio sponsorizzata dall’UNESCO e realizzata tra il 1972 e il 1980.

L’isola di Philae fu circondata da una diga e l’area all’interno di questa fu prosciugata; poi fu preparato un nuovo sito nella vicina isola di Agilika, i templi furono divisi in sezioni, che furono accuratamente numerate, e furono poi rimontate nelle stesse posizioni relative ad Agilika. La colorazione grigia della parte inferiore delle pareti e delle colonne mostra ancora l’effetto della loro immersione annuale nel periodo tra le due dighe, ma gli imponenti e magnificamente conservati templi di Philae conservano ancora il loro potere di impressionare.

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